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Milano: il tribunale accoglie l’istanza. Un bimbo di solo un anno e mezzo rientra a Natale dai suoi genitori

Il Tribunale ha accettato l’istanza di riportare a casa un bambino di un solo anno e mezzo per le feste di Natale
Milano. (22 dicembre 2023) Giacomino (nome di fantasia) un bambino di un solo anno e mezzo potrà passare il Natale con i suoi cari. Il Tribunale per i minorenni di Milano ha emesso un decreto in cui ordina il rientro a casa del bambino per le feste natalizie.
La vicenda prende il via fin dalla nascita del bambino, a causa della superficialità e oseremmo dire cattiveria di alcuni psichiatri che, con le loro valutazioni e relazioni, hanno fatto sì che questo bambinello vivesse lontano dalla sua mamma e dal suo papà per più di un anno.
I genitori si sono quindi rivolti alla Professoressa Vincenza Palmieri e allo studio Miraglia per ottenere verità e giustizia per Giacomino e per la loro famiglia. Sebbene fosse stato chiaro fin da subito che il provvedimento di allontanamento era stato eccessivo, i genitori si sono messi in gioco per il bene del figlio seguendo scrupolosamente le indicazioni dei servizi e dei professionisti, tanto che gli stessi Servizi Sociali hanno evidenziato la loro progressiva e positiva evoluzione.
Alla luce di queste ed altre circostanze positive, come rilevato chiaramente nella perizia del consulente di parte, è apparso necessario il rientro di Giacomino presso i genitori. Il Tribunale ha quindi ritenuto necessario che rientrasse subito a casa per trascorrere le festività con la sua famiglia.
L’avvocato Miraglia oltre ad esprime una grandissima gioia per questo bambino e i suoi genitori non usa mezzi termini: “È una storia commovente che evidenzia l’importanza di una valutazione accurata nei casi di tutela minorile. Speriamo che esperienze simili portino a una riflessione sulla necessità di riforme nel sistema per garantire decisioni più ponderate e nel miglior interesse dei bambini e delle famiglie coinvolte. La nostra istanza è stata depositata in ottobre, in meno di due mesi il Tribunale ha richiesto le relazioni aggiornate e addirittura emesso un provvedimento, su questo non posso esimermi di fare un plauso al Tribunale per la celerità ed anche per l’umanità dimostrata nel permettere al bambino il rientro proprio il giorno di Natale.”
Secondo la Professoressa Vincenza Palmieri che segue la famiglia: “Sono contenta che proprio in questa felice ricorrenza anche Giacomino sia lì dove si trovava un altro bambinello duemila anni fa, cioè con la sua famiglia. Tuttavia il mio pensiero va a tutti quei bambini che anche quest’anno dovranno passare il Natale lontano dai loro cari.
In un libro ho scritto: «Soluzione alloggiativa, una grotta. Non una culla ma un giaciglio di paglia. Un bambino nudo, al freddo e al gelo, coperto solo da un panno bianco. Un bue ed un asino in camera da letto vicino al neonato. Di Giuseppe il Falegname dicono che abbia sposato sua madre Maria ma che non sia lui il vero padre. Quale sarebbe, oggi, il destino di Gesù Bambino?»
Ritengo che si possano aiutare le famiglie a casa loro come è successo a Betlemme e come è successo oggi a Milano. Credo che i miracoli possano diventare la normalità.”

Ci uniamo all’augurio di una riforma del sistema che riporti a casa tutti i bambini strappati e auspichiamo che ora questa famiglia e questo bambino possano avere una vita serena e felice.
FamiglieUnite.it

Milano; denunciata al Tribunale perchè al centro di sostegno privato preferisce il pubblico

Avvocato Miraglia: «Ma che interessi ci sono dietro?»

MILANO (21 novembre 2023). Una donna milanese è stata denunciata al Tribunale per i minorenni per essersi rivolta a un centro di sostegno alla genitorialità pubblico, non potendo più permettersi il costoso centro privato che le avevano indicato i Servizi sociali. Passata ad essere una cattiva madre in quatto e quattr’otto: a giugno era stata definita come una madre adeguata tanto che veniva riconfermato il collocamento della sua bambina di dieci anni presso di sè.
A settembre la stessa mamma dopo aver comunicato la volontà di rivolgersi ad un ente pubblico per sua figlia, di colpo diventa inadeguata e non tutelante tanto che lo stesso terapista privato consigliava l’allontanamento della bambina da sua mamma e da tutto il suo ambiente famigliare. «Non mi stancherò mai di ripeterlo – commenta l’avvocato Miraglia, legale di questa madre milanese – che dietro a molti casi di allontanamento e di affidamento di minori in famiglie o in strutture, ci siano degli interessi economici e, come sono solito dire, il caso Bibbiano sia solo la punta di un iceberg. Se con tutte le ottime strutture pubbliche, i Servizi sociali obblighino una famiglia a rivolgersi esclusivamente a un centro privato scelto da loro, questo è già uno scandalo. Se poi aggiungiamo che, non potendo più affrontare la spesa la mia assistita si è rivolta a un centro pubblico è scattata una denuncia al tribunale, io davvero non so più cosa pensare. O meglio mi domando quanti interessi ci sono dietro a queste vicende?
La donna ha denunciato il centro di terapia familiare e i Servizi sociali per estorsione, violenza privata, lesioni personali, false dichiarazioni in atti, frode processuale e abuso d’ufficio.
La donna è madre di una bambina di dieci anni, che è stata costretta negli ultimi anni, anche con l’intervento della forza pubblica, a vedere il proprio padre, a lungo assente e poi improvvisamente smanioso di avere un rapporto con lei. La bambina ha più volte espresso il suo malessere a vederlo, affermando di non trovarsi a suo agio con lui. Ma di tutto questo non c’è traccia nelle relazioni degli operatori, che invece sostengono come il rapporto tra loro sia quasi idilliaco. Finalmente a giugno viene emesso un decreto che sancisce che la bimba debba restare con la madre pur continuando un percorso di terapia familiare, in un centro però scelto dai Servizi sociali, lontano da casa e costoso: una spesa di ottocento euro al mese che la madre non può affrontare. E ha scelto pertanto una struttura pubblica. «Ed ecco all’improvviso il capovolgimento del giudizio su di lei – prosegue l’avvocato Miraglia – che in appena tre mesi è passata dall’essere indicata come una brava madre ad essere considerata talmente problematica da essere segnalata al tribunale, che potrebbe esprimersi in qualunque momento e chissà con quale giudizio. Una spada di Damocle che pende ora sulla testa di questa donna solo per aver scelto di avvalersi di un servizio pubblico! Che rapporti ci sono tra questi Servizi sociali e il centro privato? Auspichiamo che anche attraverso la nostra denuncia venga fatta luce su questo aspetto e che finalmente per questa bambina possa arrivare la serenità». Anche questa volta voglio rivolgermi ai nostri politici che dopo la sfilata a Bibbiano, sono scomparsi per sollecitare un intervento bipartisan affinché il servizio sociale rimanga di competenza dell’amministrazione e non darlo in appalto come capita spesso attraverso consorzi o associazioni che non sono altro che portatori di interessi economici privati e pieni di conflitti di interessi

  Brescia: dopo 4 anni revocato l’affidamento ai servizi sociali per una mamma brasiliana

 

Avvocato Miraglia «Gravissimo pregiudizio»

 BRESCIA (18 novembre 2023). In Italia guai a essere una madre single, straniera e pure ballerina: ti ritrovi per quattro anni con il fiato dei Servizi sociali sul collo e la necessità di difenderti da accuse infamanti e ingiuste. Una donna brasiliana per quattro anni ha dovuto lottare per dimostrare di essere una brava mamma, come d’altronde è ed è sempre stata; e per tenere con sé i figli, dal momento che erano stati affidati ai Servizi sociali con la responsabilità sospesa «Contro ribattendo punto per punto alle accuse – dichiara l’avvocato Miraglia, al quale la donna si è rivolta – siamo riusciti a dimostrare che lei è sempre stata una mamma attenta e premurosa. Si occupa dei figli, si interessa della scuola, si è rivolta a una neuropsichiatra infantile per alcune difficoltà di una dei bambini. È forse una colpa essere brasiliana, farsi aiutare dalla propria madre nella gestione dei figli e lavorare nel mondo dello spettacolo? I Servizi sociali in questo caso hanno messo in atto un vero e proprio pregiudizio nei suoi confronti».

Dal 2019 questa donna si è dovuta difendere da accuse ingiuste: additata come madre poco presente e inadeguata, i figli sono stati affidati i Sevizi sociali. «Siamo riusciti a dimostrare, evidenza alla mano, che invece questa donna è una madre adeguata, attenta e amorevole – prosegue l’avvocato Miraglia – e il Tribunale per i minorenni di Brescia ha accolto le nostre istanze e revocato l’affidamento ai servizi sociali e il suo pieno reintegro come genitore. Ma sono dovuti trascorrere quattro anni di angoscia. Ancora una volta mi trovo a sottolineare la superficialità con la quale i Servizi sociali operano, pur sapendo di avere una grande responsabilità poiché i tribunali deliberano spesso sulla base delle loro relazioni, prendendole per oro colato e senza avviare istruttorie supplementari. Ecco perché dovrebbero agire con assoluta e totale imparzialità e oggettività: ma in questo caso la loro decisione è stata assunta sulla base di una preclusione nei confronti di questa donna, del suo lavoro e della sua cultura, per certi aspetti molto meno rigida nell’educazione rispetto a quella tradizionale italiana. Siccome di errori come questi se ne commettono ogni giorno, e sempre sulla pelle delle famiglie più fragili o indifese, mi sento di proporre al Governo di emanare una legge che preveda un indennizzo ai genitori che si trovassero ingiustamente accusati per il comportamento superficiale dei Servizi sociali o dei tribunali. È giusto che chi subisca un trattamento in giusto e debba pagare per difendersi da accuse immeritate, venga adeguatamente risarcito». I nostri politici tutti, si riempiono la bocca di paroloni quando si parla di stranieri. Inclusione, integrazione, collaborazione, confronto tra culture diverse ma poi non si perde occasione di giudicare le persone proprio per la loro diversa cultura anzi spesso questa diventa un pregiudizio.

È proprio vero che si predica bene e si razzola male!!

Torino: fratellini, no all’adozione affidati ai nonni materni

Avvocato Miraglia: «Vittoria amara. Persi tre anni tra psicofarmaci e comunità»

TORINO (14 novembre 2023). Non tutte le vittorie hanno lo stesso sapore: ci sono vittorie amare, quando si è perso tempo prezioso, quando si potevano evitare delle sofferenze. Come è successo a una coppia di fratelli che vivono nel Torinese, che dopo tre anni trascorsi divisi tra comunità e famiglie affidatarie (uno dei due bombardato pure di psicofarmaci), finalmente il Tribunale per i minorenni ha deciso non luogo a procedere all’adozione   e contestuale  affidamento ai nonni  materni. «Chi ridarà però il tempo e la serenità perduti a questi due bambini?» commenta l’avvocato Miraglia, legale dei nonni.

La situazione familiare da cui provengono questi due ragazzini, che oggi hanno 11 e 4 anni, è alquanto complessa, con molte conflittualità tra i genitori.

Il caso è diventato  un caso mediatico,  difatti  è stato creato un gruppo Facebook  ” aiutiamo il piccolo Leonardo ” con più di 1.500 iscritti ed una petizione online con migliaia di firmatari .

Fu la madre nel 2020 a rivolgersi ai Servizi sociali, i quali però, anziché prevedere un programma di aiuto a questa donna e cercare altri parenti che intervenissero nell’accudimento dei bambini, provvidero a redigere una relazione in seguito alla quale non solo si allontanavano i due figli da lei, ma addirittura si avviò la pratica di adottabilità. Senza minimamente pensare di avviare un percorso di sostegno ai genitori né cercare altri parenti – in questo caso i nonni materni – come soluzione meno traumatica al collocamento presso estranei.

Tra l’altro i due bambini sono stati divisi, creando in loro un profondo stato di prostrazione: il più grande è stato ospitato in comunità, il piccolino presso una famiglia affidataria. E come metodo per contenere la sua rabbia e frustrazione, il maggiore dei bambini è stato sottoposto a una pensante cura farmacologica. Fortunatamente i nonni insistettero più volte per avere i bambini collocati presso di sé, affidandosi appunto all’avvocato Miraglia per superare la sorda ostinazione dei Servizi sociali.

«C’è da dire che alla fine, lo scorso ottobre, il Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta ha ascoltato le varie parti – prosegue l’avvocato Miraglia – e accolto le nostre istanze, assumendo la decisione di collocare i due minori presso i nonni materni, figure amorevoli che i bambini conoscono bene, ricongiungendoli così alla loro famiglia d’origine e soprattutto riunendoli di nuovo insieme. Però ci sono voluti tre anni di tempo, durante i quali i bambini hanno subito un trauma che difficilmente riusciranno a rimarginare. Il più grande non assume oggi più farmaci, ma glieli hanno somministrati per anni e si è perso davvero troppo tempo. Come al solito i Servizi sociali fanno il bello e il cattivo tempo, frettolosi nell’allontanare i ragazzini dalle famiglie, nell’indifferenza dei Tribunali per i minorenni. Abbiamo dovuto lottare strenuamente per opporci all’adottabilità, altrimenti con altrettanta fretta avrebbero fatto adottare due ragazzini ad altre famiglie, separandoli per sempre dal loro nucleo originario e tra loro. Vado ripetendo ormai da anni che i Tribunali per i minorenni non dovrebbero prendere per oro colato le relazioni spesso approssimative dei Servizi sociali, ma prima di emettere dei provvedimenti drastici dovrebbero avviare un’attenta e scrupolosa valutazione». Fintantoché i controllori e i controllati sono la stessa cosa, purtroppo,  non ci sarà riforma che possa far cambiare le cose e si possa veramente arrivare ad una giustizia minorile compiuta e tutelate.

Dopo il premio “il libro dell’anno” per Francesco Miraglia due convegni internazionali

ROMA. (8 novembre 2023). Dopo aver ritirato il premio come “Il libro dell’anno” , promosso dall’associazione Area cultura il 4 novembre, per Francesco Miraglia il mese di novembre prosegue con due convegni internazionali, entrambi presso università della Romania, in qualità di relatore. E ad Oradea anche come membro del comitato scientifico della rivista The International Journal of Legal and Social Order.

Un grande onore, che arriva a livello internazionale, oltre i confini dell’Italia, come riconoscimento per i meriti ottenuti in qualità di “avvocato dei bambini”. È proprio il suo ultimo libro “L’avvocato dei bambini. Troppo potere senza controllo: ecco come si costruiscono i falsi abusi familiari e gli affidi illeciti” ad aver ricevuto il premio come libro dell’anno e di questo parlerà il 10 novembre presso l’università “Aurel Vlaicu” di Arad, in Romania, dove all’interno del convegno “La sicurezza pubblica e la necessità di un elevato capitale sociale” il suo intervento tratterà appunto l’argomento della sua ultima fatica letteraria, che ripercorre i casi più importanti della sua lunga carriera di legale al fianco dei più deboli, a far luce sul sistema malato e corrotto degli affidi illeciti e delle adozioni mascherate, di cui la nota vicenda di Bibbiano è soltanto la punta di un iceberg.

Gli impegni internazionali per Miraglia proseguiranno il 24 e 25 novembre al Oradea, sempre in Romania, dove sarà relatore in un convegno e dove è stato inserito nel comitato scientifico della rivista “The International Journal of Legal and Social Order (IJLSO)”, che pubblica articoli in materia di diritto mirati ad una visibilità internazionale.

 

Francesco Miraglia, è esperto di Diritto di Famiglia e Diritto Minorile, giornalista e scrittore. Ha svolto numerosi incarichi tra i quali mediatore familiare (Iscra di Modena 2012), mediatore criminale e intelligence nell’investigazione (Istituto Universitario della Mediazione Vibo Valentia 2013), docente e direttore di master all’Inpef (Istituto Nazionale Pedagogia Familiare) e relatore alla Commissione d’inchiesta sugli affidi Comune di Ferrara (dicembre 2020). È autore anche dei volumi “L’avvocato dei bambini”, “Bambini prigionieri”, “Papà portami via da qui”, “Servizi sociali, affidi e genitorialità”, “Mai più un bambino”, “Ridateci i nostri figli!”. Tutte pubblicazioni rivolte ai tanti problemi della violazione dei diritti dei minori, degli emarginati e dei più deboli in generale. Temi cui Francesco Miraglia si dedica da oltre vent’anni, con risultati che ne hanno fatto uno degli esperti più noti e seguiti in tutta Italia, soprattutto in materia di Diritto di famiglia e minorile.

 

Numerosi, poi, i riconoscimenti pubblici ricevuti fino ad oggi: Premio “Il libro dell’anno” (2023); Premio “Solidarietà Italiana 2023”, organizzato dal Comitato Internazionale Cooperazione Sviluppo; Premio “Colosseo d’oro 5.0” (Roma, 2023); Premio del Comitato Cittadini umani per l’impegno proficuo nella tutela dei diritti degli svantaggiati e, in particolare, nella sorveglianza dei diritti fondamentali delle persone (Milano, 2008); Alto riconoscimento “Ogni bambino è una stella” (Verona, 2011); Medaglia d’oro premio internazionale “Maison des artistes” per l’impegno sociale (università La Sapienza, Roma, 2012); Riconoscimento “Life Gates 2015” per l’impegno in difesa dei minori e del diritto alla vita (2015); Finalista della 44a edizione di Le Fonti legal awards Diritto penale (Milano, 4 aprile 2019); Premio nazionale “Pedagogia familiare” (V edizione) “Per le battaglie vinte, per la dignità restituita alle famiglie, perché la prima linea è l’unica che garantisce il futuro”.